La Temperanza: il tempo che non si può forzare
Un angelo in piedi sulla terra travasa l'acqua da una brocca all'altra. Non c'è nient'altro: nessuna scena drammatica, nessun gesto eclatante. Solo un liquido che passa lentamente da un contenitore a un altro.
Il concetto di tempo nel Tarot
Chi si siede davanti alle carte, prima o poi, chiede quando. Quando arriva quel lavoro, quando finisce questa fase, quando ci sarà una risposta.
È la domanda più umana che esista, ed è anche quella su cui il Tarocco delude sistematicamente chi cerca un oracolo. Il Tarot de Marseille non fornisce date. Non perché sia reticente, ma perché non è quello il suo mestiere: descrive un momento e indica una direzione, non compila un calendario.
Il che non significa che il tempo non ci sia. C'è, ed è ovunque – solo che è un'altra cosa rispetto a quella che immaginiamo.
Il tempo nelle carte non si misura, si legge
Nella lettura la posizione conta: ciò che sta a sinistra riguarda quello che è stato, ciò che sta a destra quello che deve ancora venire. Anche lo sguardo delle figure funziona così – una carta che guarda a destra tende in avanti, una che guarda a sinistra si volta su ciò che è compiuto.
Quindi il prima e il dopo esistono eccome. Quello che non esiste è la scadenza. Le carte dicono che qualcosa precede e qualcosa segue, non quanti giorni ci sono in mezzo.
E c'è di più: il ritmo cambia da carta a carta. Alcune parlano di svolte immediate, altre di processi che maturano piano. L'Arcano XIII taglia di netto; la Luna allontana per gradi. Sono due tempi diversi, e riconoscere quale dei due è in gioco cambia completamente il senso di una lettura.
La Temperanza è la carta che di questo tema fa il proprio centro.
Rispettare il tempo naturale delle cose
Il travaso è un gesto che viene collocato temporalmente nella linea futura. Più lontano è dal presente, più lontano sarà nel tempo. Che è comunque sempre limitato. Non parliamo di anni.
Si realizzerà, ma con i suoi tempi. Non è un rinvio, e non è un forse. È la promessa che qualcosa arriva a compimento, unita all'avvertimento che forzarlo lo guasterebbe.
Nel metodo si parla di tempo, luogo e circostanza: perché una cosa accada non basta che sia giusta, deve anche trovarsi nel momento in cui può accadere. È una distinzione che nella vita pratica fa una differenza enorme, e che l'impazienza cancella sempre.
Non è l'unica carta lenta
La Temperanza fa coppia con l'Eremita proprio su questo. Sono le due carte in cui non si corre: l'Eremita perché avanza con la sua lanterna un passo alla volta, la Temperanza perché travasa senza sprecare.
Quando in una lettura compare una delle due, la risposta alla domanda "devo affrettarmi?" è sempre la stessa.
La cura come modo di stare nel tempo
C'è un secondo movimento in questa carta, ed è meno austero di quanto sembri: l'attenzione al dettaglio.
Chi travasa piano – come nella Stella – lo fa perché ha a cuore ciò che sta spostando. La Temperanza parla di mettere cura in quello che si fa – nel lavoro, in un rapporto, in una decisione – e di quanto la fretta sia quasi sempre il contrario della cura.
Sul piano concreto la stessa logica governa anche il denaro: la Temperanza conserva più di quanto spenda. Non è la carta dell'investimento, è quella del mettere da parte. Non il momento di comprare, il momento di aspettare.
Quando è rovesciata
Il rovescio della moderazione è l'impazienza. La persona che non riesce ad aspettare, che vuole forzare i tempi, e che proprio per questo rovescia la brocca.
C'è anche un'altra sfumatura, più sottile: la paura dell'ignoto. Perché aspettare significa stare in un tratto in cui non si sa ancora come andrà a finire, e non tutti reggono quello spazio vuoto. Chi non lo regge preferisce una risposta sbagliata subito a una giusta più tardi.
Cosa resta
Il Tarocco non cambia il tuo destino, ti aiuta a leggerlo. E sul tempo la Temperanza dice la cosa meno comoda e più utile che si possa dire a qualcuno: non ti dico quando, ti dico che forzarlo non funziona.
È una risposta che non piace a chi cerca una data. A chi sta attraversando un'attesa, invece, cambia il modo di attraversarla.